Il Manifesto del Ritratto plastico
-Il linguaggio plastico si concentra sulle linee, le forme, i colori e la loro disposizione in un testo visivo, indipendentemente se questi elementi si traducono in immagini figurative.
-Tutte le emozioni e le percezioni che un testo visivo può comunicare con il linguaggio figurativo, le può comunicare anche con il linguaggio plastico.
-Il Ritratto plastico parte da un testo figurativo, spesso da una fotografia, coglie lo spirito del soggetto raffigurato, e lo trasforma in immagini prive dei condizionamenti della rappresentazione della realtà.
-Le linee, le forme, i colori e la loro composizione, esprimono l’anima del soggetto raffigurato. Questo grazie da un lato all’applicazione delle Leggi della Gestalt, della fisica quantistica e di altre scuole, dall’altro alla sensibilità e alla creatività dell’artista che trasforma un ritratto figurativo in un ritratto plastico puro.
-Guardando un ritratto plastico, non si riconoscono le fattezze di un soggetto, ma si coglie il suo spirito e le sue caratteristiche psicologiche.
-Le regole del ritratto plastico si possono applicare anche alla rappresentazione di luoghi, di organizzazioni e così via.
-Il ritratto plastico è libertà. Libertà dalla superficialità di una rappresentazione vincolata a una immagine reale. Coglie l’anima, l’essenza, senza alcun condizionamento.
Milo Goj
