La Crimea (Krym in russo e ucraino) è una penisola del sud Europa situata tra il Mar d’Azov a ovest e il Mar Nero a sud. E’ unita al continente mediante l’istmo di Perekop che la congiunge con la regione sud orientale dell’Ucraina, “oblast” (regione amministrativa) di Cherson.

ll doppio ponte che unisce…

A est si estende nella penisola di Kerc il cui stretto la separa da quella russa di Taman (Distretto di Krasnodar nel Caucaso occidentale). Nel dicembre 2019 la Federazione Russa vi ha inaugurato un doppio ponte – autostradale e ferroviario – lungo 18 km che unisce queste due penisole. Ha una area di 27 mila km quadrati, una popolazione di 1.963.000 abitanti (censimento 2010) con capitale Simferopol. Fra le città più importanti, sono Sebastopoli (grande porto militare e commerciale in affitto alla Russia sino al 2042 ). E Yalta (sede della famosa Conferenza del febbraio 1945 tra Roosevelt, Churchill e Stalin sull’assetto europeo dopo la fine della ii Guerra mondiale).

Un territorio tormentato tra gas, ferro, oro e uranio

E’ ricca di gas naturale (regione di Globovka) portato al porto di Sebastopoli con un grande gasdotto, di carbone, ferro, oro e di minerali di uranio, titanio e manganese. La sua storia è assai complessa e tormentata. Nei secoli passò successivamente in mano di sciti, greci, goti, unni, bulgari, casari, umani. E anche bizantini, veneziani (1200), mongoli, genovesi (1260), catari e turchi ottomani (1475). Questi ultimi posero la penisola sotto il governo di un Kahn (“Can”, signore) e le diedero nome di “Canato” di Crimea.

Al centro delle guerre tra gli imperi ottomano e russo

Il loro dominio vi durò per circa tre secoli con guerre ricorrenti con l’Impero russo che tendeva ad annetterla, sino a che, nell’ultima guerra 1768/1774 prevalsero i russi. Il successivo trattato di pace di Kuciuk Kainarca (1774) stabilì l’annessione del Canato di Crimea all’Impero russo di Caterina II (1783). Nel 1802 l’Imperatore russo Alessandro I tolse alla Crimea la qualifica di Canato e vi costituì il “Governatorato della Tauride” dell’Impero russo. Una nuova guerra tra gli Imperi ottomano e russo scoppiò nel 1853 per il controllo dei Balcani e dei luoghi santi della Cristianità.

Nasce la Repubblica autonoma russa

Francia e Gran Bretagna temendo di perdere l’egemonia che avevano sul Mar nero, intervennero in aiuto alla Turchia e l’Impero russo fu sconfitto (1856). Nel successivo Trattato di Pace di Parigi, la Crimea restò russa. Nel 1917, nel corso della Rivoluzione russa, la Crimea si proclamò indipendente (1918) denunciando il titolo di Governatorato. A seguito della caduta dell’Impero zarista e della nascita dell’U.R.S.S. (Unione Repubbliche Socialiste Sovietiche), nel 1922 la Crimea fu dichiarata “Repubblica autonoma” russa.

La II Guerra mondiale vide la penisola occupata nel 1941 da truppe tedesche e rumene e il suo ritorno alla Russia nel 1944 dopo la sconfitta delle truppe d’invasione nella battaglia di Kuban (maggio 1944). In questa occasione Stalin ordinò che tutta la popolazione tartara della penisola che aveva collaborato coi tedeschi nella “Volgatatarische Legion” (oltre 100.000 uomini) fosse deportata in Siberia. Nel corso della ricordata successiva Conferenza di Yalta (Febbraio 1945) venne decisa, fra l’altro, la soppressione della “Repubblica autonoma di Crimea” e la sua diretta incorporazione nell’U.R.S.S. come suo “oblast di Crimea”.

L’adesione all’Ucraina

Nel 1954 il Presidente russo Nikita Kruschev, trasferì questo oblast all’Ucraina nel trecentesimo anniversario del Trattato di Perejaslav col quale il territorio ucraino a oriente del fiume Dnipro aveva scelto di unirsi alla Russia. L’annessione formale della penisola all’Ucraina avvenne due anni dopo. Dopo il collasso dell’U.R.S.S. (1991) e la creazione della C.S.I. (Comunità Stati Indipendenti) e della R.S.F.S.R. (Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa) l’oblast di Crimea confermò la propria adesione all’Ucraina (divenuta a sua volta Repubblica Socialista Federativa Sovietica Ucraina ) sempre come
“Repubblica autonoma di Crimea”.

Il referendum che sancì l’adesione alla Russia

Nel 2014 iniziarono in Ucraina grandi proteste contro il governo del Presidente Janukovic che aveva aderito al Movimento filorusso di “Euromaidan” (2013) . Janukovic venne destituito e sostituito dal filooccidentale Petro
Porosenko. Questa situazione provocò l’intervento delle forze armate russe anche in Crimea che ne venne occupata (24 febbraio). Il mese successivo il Consiglio supremo della Repubblica autonoma di Crimea votò all’unanimità una dichiarazione di indipendenza della penisola dall’Ucraina, e stabilì di effettuare un referendum tra la popolazione sulla sua eventuale volontà di aderire alla Federazione Russa.

Il referendum si tenne il 16 marzo e come esito diede il 96,77% (sull’ 87% degli aventi diritto al voto) di voti favorevoli all’adesione alla Russia. Questo risultato venne giudicato illegale e illegittimo (e pertanto di valore nullo) dalla Comunità internazionale occidentale in
quanto effettuato sotto controllo militare. Contestualmente l’ O.N.U. dichiarò di
riconoscere la Repubblica autonoma di Crimea come “parte del territorio ucraino” e la U.E. a sua volta non riconobbe l’annessione della Repubblica alla Russia, ritenendola parte dell’Ucraina. E il Governo ucraino confermò la propria sovranità sulla penisola dichiarandola “temporaneamente occupata”.

Le nuove regole dopo l’annessione

Contemporaneamente (17 marzo) il Presidente russo Vladimir Putin decretò il riconoscimento da parte della Russia della indipendenza della Repubblica autonoma di Crimea con Sebastopoli definita “città federale a statuto speciale”. Il giorno successivo firmò il decreto di annessione della Crimea (e di Sebastopoli) alla Russia come sua 22^ Repubblica autonoma e il 24 marzo istituì il “Circondario federale autonomo della Crimea” della Russia.

Contestualmente sostituì l’ora solare ucraina con quella russa e la moneta ucraina (grinia) con il rublo russo per tutte le operazioni commerciali della penisola. Questo Circondario fu soppresso nel gennaio 2016 e da quella data la penisola venne inglobata direttamente nel circondario meridionale della Russia, capoluogo Rostov, come “Repubblica autonoma russa di Crimea”. Nel febbraio 2022 truppe russe invasero la regione del Donbass in l’Ucraina con
una “operazione militare speciale”. Una invasione giustificata come protezione delle Repubbliche ucraine indipendentiste filorusse di Luhans’k e di Donec’k sottoposte a continui attacchi da parte di nazionalisti neonazisti ucraini.

Si suppone però che l’obbiettivo reale di tale invasione fosse quello di iniziare a ricostituire l’unità territoriale della Russia preesistente al 1991. Un tentativo di riunire sotto la Federazione Russa tutti gli Stati postsovietici che avevano fatto parte dell’U.R.S.S. prima del suo disfacimento. In questa operazione era compresa la formalizzazione dell’annessione della Crimea alla Russia. Il conflitto in atto tra Ucraina (sostenuta dalla Comunità occidentale comprendente gli U.S.A. e la Gran Bretagna) e Russia non pare di rapida soluzione per irrigidimento di entrambe le parti contendenti .

Nelle trattative che comunque dovranno avvenire verrà necessariamente compresa e definitivamente risolta anche formalmente la situazione della Crimea. Oggi la penisola rimane, come Repubblica autonoma, sotto amministrazione russa “de facto” e ipoteca ucraina “de jure”.

Gustavo Ottolenghi

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