A diversi giorni di distanza, i fatti di Ceuta, la città spagnola in Africa, continuano a fare discutere e ad animare polemiche tra il Centrosinistra e il Centrodestra. Il primo accusa il secondo dí sciacallaggio sulla pelle di decine di migliaia di disperati e di velleitarismo nella gestione della vicenda, in particolare riguardo alle decisioni su Schengen. Il Cdx replica che il Csx sottovaluta, per un buonismo del tutto fuori luogo, i disastri che potrebbe portare un’invasione improvvisa e su larga scala di clandestini.
Come sempre non prendo posizione. Però vanto conoscenze approfondite e dirette sul Marocco e sulla società marocchina anche per motivi personali. Posso affermare con cognizione di causa che nel Paese africano non esiste alcuna emergenza, tantomeno umanitaria. Si potrebbe dire che i fatti che scatenano migrazioni bibliche meritevoli di solidarietà internazionale si possono suddividere in quattro categorie.
La prima è costituita da catastrofi naturali, come terremoti o inondazioni. Che non hanno colpito, almeno di recente, il Marocco. La seconda sono le guerre, le guerre civili e le rivoluzioni. È vero che da oltre 50 anni c’è un conflitto con il Fronte Polisario per il controllo del Sahara ex spagnolo. Ma si tratta di scaramucce ad ambito locale che toccano poco il Paese nel suo complesso. Per il resto, il Marocco è in pace.
La terza è la presenza di regime sanguinari e oppressivi. Il Marocco non sarà (come nessun Paese arabo e/o africano) una democrazia liberale di puro stampo inglese, ma vive una pace sociale, forse superiore a quella di alcuni Paesi occidentali. Il Re è amato per la sua saggezza, moderazione, tolleranza e capacità di mediazione.
Un esempio. La casa reale non ha abolito ufficialmente la poligamia, per non creare conflitti con i religiosi. Ma, al momento del matrimonio, come da noi si opta per separazione o comunione dei beni, lì la donna opta se accettare o meno la poligamia. Risultato: solo una quota marginale dei matrimoni (alcune fonti la stimano addirittura in meno dell’1%) prevedono la poligamia. Altro esempio di moderazione: c’è formalmente la pena di morte, ma l’ultima esecuzione risale a 33 anni fa.
La quarta è la miseria, l’impossibilità di soddisfare i bisogni primari. Dal punto di vista economico, il Marocco sta attraversando una fase decisamente positiva, con un Pil che cresce quasi 3 volte più della media UE. Prendiamo poi, per il livello di vita individuale, come termine di confronto un Paese mediterraneo dell’Unione europea, la Grecia. Il reddito procapite ellenico è 2,5 più volte più alto di quello marocchino. Ma, se consideriamo il potere d’acquisto, alimentari e affitti in Marocco costano la metà rispetto alla Grecia. Quindi un marocchino ha una disponibilità di acquisto di beni primari di poco inferiore a un greco.
Conclusione: in Marocco masse di disperati o dí perseguitati non esistono. Non c’è nessun motivo per fughe, concentrate in brevissimo tempo, di decine di migliaia di disperati. E non si può invocare la solidarietà umanitaria. Allora perché è successo tutto questo? Non so dare risposte, e in questo caso non indulgo al complottismo. Lo definirei “Enigma marocchino”.
Milo Goj
