Gli studiosi di sociologia tendono a suddividere i  più giovani in due generazioni: la Z, che comprende pressapoco i nati dal 1995 al 2012 e la Alpha, che raccoglie chi è venuto al mondo dal 2012 in poi. Ma nell’immaginario della gente comune (che ignora la successione sociologica dal dopoguerra a oggi: Boomers, X generation, Millenials e, appunto, Z e Alpha generation), la generazione che va dai teenager agli under 30 ha un nome più famigerato che famoso, i Maranza.

Anche se già nel 1988 Jovanotti ne “Il capo della banda” cantava (si fa per dire): “Mi chiamo Jovanotti e sono in questo ambiente di matti, di Maranza e di malati di mente”, il termine è diventato popolare, prima a Milano, poi in tutta Italia, da pochi anni. L’etimologia è incerta. Qualcuno lo fa derivare da “melanzana”, ma l’ipotesi più accreditata è che si tratti di una sorta di crasi tra “marocchino” (nel senso più ampio di “nordafricano”) e “zanza”, termine lombardo, simile a “randa” (abbreviazione di “randagio”) per indicare qualcuno che, pur senza essere un efferato criminale, troppo regolare non è.

Con buona approssimazione, tenendo conto che definizioni precise e univoche non esistono, si può dire che i Maranza sono giovani chiassosi, non necessariamente di origine nordafricana (la componente etnica non è più dirimente) vestiti con capí firmati (più o meno originali, anzi, meglio se imitati) che si riuniscono in luoghi pubblici e schiamazzano ascoltando musica (per lo più trap) a tutto volume.

I loro modi non sono certo quelli di un Lord inglese: sono strafottenti e spesso e volentieri insolentiscono e minacciano chi li redarguisce per il loro comportamento inurbano. Non arrivano a compiere rapine a mano armata (almeno non mi risulta), né tantomeno omicidi. Però in buona parte una certa propensione al vandalismo e al piccolo/medio delinquere ce l’hanno.

Probabilmente tra i teenager e gli ultraventenni non rappresentano la maggioranza, anche se bisognerebbe distinguere tra il Maranza “hard”, simil-delinquentello, e chi ne adotta parzialmente lo stile rimanendo nella legalità, anche se quasi mai nella buona educazione. In un modo o nell’altro, i Maranza spaventano le fasce più deboli, come mamme con bambini e anziani. In ogni caso connotano, soprattutto a Milano e in altre città, non solo del Nord, una fascia d’età.

Dopo il Referendum si è scritto che la vittoria del No è stata trainata dai giovani, che hanno voluto difendere determinati valori che il Si avrebbe potuto mettere in discussione (vedi l’approfondito e acuto articolo di Domenico Ioppolo, pubblicato nella sezione In/Contro). Sarebbe interessante che i sociologi spiegassero come questo si coniuga con la Maranza Generation.

Milo Goj

Milo Goj

Milo Goj, attuale direttore responsabile de L’Incontro, ha diretto nella sua carriera altri giornali prestigiosi, come Espansione, Harvard Business Review (versione italiana), Sport Economy, Il Valore,...

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