Ho letto con interesse l’articolo di Massimo Chioda. I miei studi sociologici confermano che in Italia (ma non solo) l’opinione pubblica tende a dividersi da qualche anno e sempre di più in due schieramenti, con uno spirito “da tifoso”. In alcuni casi, come al tempo delle pandemia, si litigava tra chi era favorevole alle restrizioni della libertà e alla vaccinazione di massa e chi era invece contrario (i cosiddetti no vax).

La discussione verteva quindi su temi che toccavano profondamente la vita di tutti i giorni di tutti i cittadini. In altri casi, ci si accapiglia su temi apparentemente astratti. Quest’estate per mesi sui social è divampata la polemica tra chi sosteneva che l’uomo è andato sulla Luna e chi lo negava, o, almeno, lo dubitava. C’è però da dire che quando la questione non tocca aspetti che incidono concretamente sull’esistenza, le discussioni, anche feroci, sono fuochi di paglia quasi del tutto privi di conseguenze pratiche. In ambito politico, ad esempio, non spostano voti.

A differenza di quanto sostiene Massimo Chioda (se ho compreso bene il suo pensiero) i miei studi mi portano a ritenere che la questione Fascismo/Antifascismo sia irrilevante per gli elettori. E questo vale anche per le dichiarazioni su Auschwitz del ministro Roccella. Che, con l’eccezione degli addetti ai lavori e di un ristretto numero di “appassionati”, interessano ben poco. Anzi, arrivo a dire che in Italia la questione Fascismo/Antifascismo sia meno importante (intendo dal punto di vista “pratico”, non da quello “intellettuale” o “storico”) rispetto a molti altri Paesi.

Prendiamo la Francia. Anche se Jean Marie Le Pen, classe 1928, non ha avuto trascorsi collaborazionistici (anzi, alcune fonti riportano che era stato, sia pure blandamente, un “ragazzo della resistenza”) ancora oggi il RN, erede del Front National, perde al secondo turno (sia nelle presidenziali, sia nelle legislative) perché in nome dell’antifascismo tutti gli altri partiti gli si coalizzano contro. È vero che la situazione sta cambiando e il RN sta uscendo dall’isolamento. Ma fino a oggi è stato così. In Italia, invece, FdI, che comunque ha sempre la Fiamma nel simbolo, governa senza che il Paese insorga ed è perfettamente inserito nel sistema politico e istituzionale.

La gente si può sfogare anche sui social, ma ha ben presente che il problema del Paese non sono i busti del Duce collezionati dal Presidente del Senato Ignazio La Russa, ma l’impoverimento di una parte crescente della popolazione e le difficoltà del ceto medio. Accade così che in occasione della tragedia dei tre carabinieri morti nell’esplosione del casolare di Castel D’Azzano, nel Veronese, accanto all’unanime cordoglio per i tre esponenti delle forze dell’ordine, molti, pur senza giustificare i fratelli Ramponi, abbiano commentato: “ecco a cosa porta il degrado economico e la spietatezza della finanza”.

Nestar Moreno Tosini

Nestar Moreno Tosini

Laureato in Scienze della comunicazione presso l’Università della Svizzera italiana, Nestar Moreno Tosini è un giornalista e sociologo italosvizzero

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