“Ho appena terminato la lettura del contributo, sempre stimolante, di Corrado Poli sull’aumento delle spese militari, con il grande punto interrogativo sul “più potere ai generali”? Aldilà della provocazione scatenata dalle dichiarazioni della ormai nota portavoce del ministero degli esteri russo Maria Zacharova, mi preme sviluppare un pensiero collaterale alle più o meno condivisibili opinioni espresse dal nostro autorevole collaboratore. Io credo fermamente, e sono molto preoccupato su questo aspetto, che noi occidentali, non solo noi italiani, dobbiamo trattare tutte le comunicazioni che ci pervengono direttamente e ufficialmente o anche indirettamente e più o meno clandestinamente, da Mosca, con grande attenzione e prudenza.
Sono stati ormai tanti, sicuramente troppi, gli esempi, negli ultimi anni, in cui l’establishment russo, ha brillantemente saputo valorizzare a suo favore i contrasti che regnano all’interno dei nostri paesi in merito a una serie di argomenti tipo gli investimenti militari, la pace, le nostre politiche a favore di Kyiv, le sanzioni, che prima o poi, Bruxelles dovrà adottare sul serio nei confronti di Orban e del governo ungherese. Se non facciamo attenzione quella che è la forza delle democrazie e cioè la libertà di opinione all’interno di Stati liberali e democratici, può diventare un momento di fragilità e debolezza nei confronti del populismo emergente e soprattutto degli autocrati “che non ci vogliono bene“ e tendono a eliminarci dalle geo mappe del nostro pianeta.
La strategia comunicazionale di approfittare di quelli che sono degli scontri dialettici di opinioni contrastanti sui vari temi emergenti da questa difficile e a volte tragica contemporaneità che non avremmo mai pensato di dover vivere in questo modo e di nuovo a contatto con la guerra “sulla porta di casa”, questa strategia comunicazionale, dicevo, è stata un’arma che Mosca ha usato in maniera cinica e spregiudicata come minimo negli ultimi 10 anni. Dando vita spesso a reazioni scomposte da parte delle nostre Elite partitiche. Il manipolare le opinioni dei cittadini europei su questioni molto divisive è stata ed è un’arte di cui i russi sono dei maestri. Guardiamo soltanto negli ultimi 12 mesi, quante elezioni politiche in vari Stati del nostro Occidente sono state in qualche modo contaminate da interferenze informatiche o mediatiche, dirette e gestite da enti più o meno riconducibili al Cremlino?
Anche l’ultima battuta, richiamata dal nostro Poli, della portavoce del ministero degli esteri, russo Maria Zacharova, rappresenta, a mio avviso, un esempio lampante, scaturito dal tragico e forse non tanto imprevedibile crollo della Torre dei Conti a Roma, di voler sfruttare un “sinistro” accaduto in un paese occidentale, per alimentare il frullatore delle nostre divergenze interne: invece di occuparci della custodia del nostro patrimonio artistico e culturale, destinando le giuste risorse alla sua salvaguardia, pianifichiamo di aumentare gli investimenti nella difesa!
Un atteggiamento, a sentire la funzionaria russa, non solo deprecabile ma addirittura controproducente per il paese. Partendo da un effettivo problema che abbiamo in Italia, si badi bene a prescindere dalla pianificazione di un eventuale riarmo, i russi, in modo infingardo, collegano i due argomenti, alimentando le polemiche, i contrasti interni, le critiche verso un governo distratto sui veri problemi del paese (il reiterato verificarsi di episodi di crolli di parte del nostro patrimonio artistico) e dedito invece a occuparsi di un eventuale rafforzamento della difesa in funzione di un fantomatico attacco da parte della Russia. Non cadiamo nella trappola!
Ognuno è libero ovviamente di esprimere le proprie opinioni, ci mancherebbe, ma non cadiamo per favore nella trappola che abilmente Mosca ci continua a disseminare nella nostra quotidianità, approfittando di ogni fatto strumentalizzabile, accaduto nei vari paesi occidentali, per renderlo la prova manifesta delle contraddizioni e delle inadeguatezze delle nostre classi dirigenti. Favorendo così i i movimenti populisti più o meno direttamente vicini alle tesi dei russi.
Non facciamoci distrarre da queste “polpette avvelenate” mediatiche studiate a tavolino proprio per scatenare questo genere di conflitti e di polemiche nei nostri paesi. Conflitti e polemiche che giovano soltanto alle proteste mai alle proposte.
Grazie quindi al nostro Corrado Poli perché, pur non condividendo nulla di quanto da lui scritto, mi ha permesso di socializzarvi le mie forti preoccupazioni riguardo alla nostra quasi ingenua e irritante arrendevolezza nel diventare vittime della manipolazione e dei disegni strategici degli uomini del Cremlino.
Grazie quindi al nostro Corrado Poli perché, pur non condividendo nulla di quanto da lui scritto, mi ha permesso di socializzarvi le mie forti preoccupazioni riguardo alla nostra quasi ingenua e irritante arrendevolezza nel diventare vittime della manipolazione e dei disegni strategici degli uomini del Cremlino.
Riccardo Rossotto
