Si parla molto della Russia contemporanea, ma gran parte degli europei occidentali conosce davvero poco della sua storia e del modo in cui si è formato questo grande Paese. Il bel libro di Olga Tarovik “Elmo e cupola” pubblicato da Terebinto Edizioni, ci offre la possibilità di informarci sulle origini della nazione russa e sulla sua antica e radicata cultura originale che da una parte è integrata con quella europea, e dall’altra ha saputo conservare la propria identità senza cedere a una supina completa assimilazione.
Il titolo è particolarmente evocativo: l’elmo rappresenta il potere e la storia politica, mentre la cupola richiama la religione e la cultura popolare. La stretta relazione tra elmo e cupola, tra politica e religione costituisce la chiave di lettura dell’opera e dell’identità nazionale russa nel corso dei secoli. La descrizione degli eventi è quanto mai dettagliata, esaustiva e documentata e copre mille anni di storia dagli albori al Settecento. La ricca documentazione storica riportata dall’autrice non va a scapito di una lettura agevole e avvincente, ricca di aneddoti e informazioni. Ciononostante, si tratta di vera storia, filologicamente rigorosa, che non si riduce a una passiva cronaca di eventi.
Questo ponderoso saggio—edito con cura ed eleganza da Terebinto—si rivolge sia agli italiani curiosi di conoscere un Paese ed eventi complessi che li riguardano anche direttamente; sia agli italo-russi di seconda generazione che leggono con facilità l’italiano e ricercano le proprie radici per coltivarle e mantenere una continuità intergenerazionale.
Vi si descrive una Russia che si forma grazie al confronto e all’integrazione tra diverse culture venute in contatto nel corso dei secoli: tra queste, i variaghi (vichinghi), che portano il commercio e l’organizzazione, e i bizantini, che introducono la religione cristiana senza cancellare l’identità etnica e linguistica russa. La Chiesa ortodossa, unita alla spiritualità popolare slava delle origini, ha costituito uno degli elementi fondanti della Russia nel Medioevo e del cristianesimo russo, profondamente assimilato ed elaborato in chiave moderna da vari autori e soprattutto da Dostoevskij. Non a caso Mosca si definisce dal punto di vista religioso la “Terza Roma”, essendo Bisanzio la seconda.
La plurisecolare influenza mongola, basata su scambi culturali e di popolazione, appare sostanziale nella formazione della Russia moderna sebbene essa—a conclusione del libro—sembri affacciarsi sull’Europa occidentale con la fondazione di San Pietroburgo… ma rimane il detto: “se scavi a fondo in un russo, trovi un mongolo”!
Il passato non si può dimenticare e ritorna arricchendo il presente: per questo studiare la storia delle origini, riportata nel libro di questa brillante storica sanpietroburghese, non costituisce solo una rievocazione nostalgica, ma un modo per comprendere la Russia e il suo popolo; e, per i russi, per afferrare il senso della propria identità nazionale. Olga Tarovik, laureata in storia all’Università Statale di San Pietroburgo e all’Università degli Studi di Milano, vive in Russia dopo avere trascorso oltre vent’anni in Italia. Riesce, per questo, a coniugare le due culture senza mai nascondere la propria anima slava e, d’altra parte, dimostrandosi bene informata sugli interessi e sulle curiosità degli italiani per la Russia.
Corrado Poli
