Il Qatar è un piccolo Stato del Medio Oriente, situato nell’angolo sud – orientale della penisola arabica. Ha una superficie di 11.571 km quadrati che ne fa il 162° Stato del mondo per estensione. La popolazione supera i 2 milioni e 350.000 abitanti (dati 2015) che ne fanno il 54°Stato al mondo per densità abitativa.

I quatarioti residenti sono solo il 13%

Solo il 13% della popolazione (278.000 individui) ha la cittadinanza qatariota mentre il restante 87% è formato da immigrati ( 545.000 indiani e poi nepalesi, filippini e bengalesi). La religione dominante è l’islamica. Ma fra la popolazione immigrata è presente quella induista (15%) e quella cristiana (10%). La moneta e il “Rial qatariano” il cui valore unitario è pari a 0,26 Euro. La capitale è Doha (1.500.000 abitanti nel 2016) suddivisa in 17 Distretti. Altre città importanti sono Al Khor, Al Rayyah, Al Wakrah, Lusail Medinat, Ash Shamal e Umm Salat.

Il forte Al Zubarah patrimonio dell’UNESCO

Il forte di Al Zubarah a 100 km a nord-ovest di Doha è il più famoso sito archeologico del Qatar, patrimonio culturale dell’U.N.E.S.C.O. Una Università con 18 Facoltà è stata inaugurata nel 1953 con 11 Colleges e 18 Centri di ricerca. Il Qatar fa parte di numerose Organizzazioni Internazionali, Fra queste  l’O.N.U. dal 1971, W.T.O., F.A.O., U.N.E.S.C.O., U.N.I.F.I.L., W.H.O. , Interpol, Nel 2018 ha abbandonato l’O.P.E.C.. Il Paese non dispone di linee ferroviarie. Le comunicazioni interne sono assicurate da 1.230 km di strade di cui l’ 80% asfaltate. Nel 1993 ha inaugurato una linea aerea (“Qatar Airways”) che è una fra le più accreditate del mondo, con base presso l’Aereoporto Internazionale di Hamad a Doha. L’altro aereoporto del Paese (Abu Nakhbah) si trova a 45 km a sud – ovest della capitale, a Al Udeid. E’ la base dell’aviazione militare qatariota (Qatar Emiri Air Forces), della più grande base dell’U.S.A.F. (Aviazione militare statunitense) in Medio Oriente. E inoltre di contingenti della R.A.F. (Royal Air Forces – Aviazione militare britannica).

La roccaforte della tv Al Jazeera

Nel novembre 1996 venne aperta la prima rete televisiva satellitare panaraba “Al Jazeera” è diffusa in tutto il mondo ed effettua trasmissioni in varie lingue internazionali. In Qatar ha anche messo in orbita nel 2013 il primo satellite arabo per comunicazioni l’ “Es’hail 1” (Qatar Etalsat 25 B) cui seguirono l’ “Es’hail 2 (2018) e l’ “Es’hail 3 (2021). Il Paese è una monarchia (costituzionale “de jure” ma assoluta ereditaria “de facto”) . Esiste una Costituzione emessa nell’aprile 2004 ma i poteri dell’ Emiro Capo dello Stato sono assoluti. Egli nomina i Ministri che vanno a formare il Consiglio (“Shura” che ha solo potere esecutivo ) e il Primo Ministro. Dispone di una Forza armata composta da un Esercito, una Marina e una Aviazione militari forniti di mezzi moderni.

Un esercito ben rifornito

L’Esercito (Qatar Emiri Army), composto da 16.500 uomini, è dotato (2020) di 560 carri armati tipo Leopard 2A7 tedeschi. Inoltre dispone di 90 cannoni semoventi, di missili anticarro MIKANO e HOT francesi e di batterie di missili antiaerei PATRIOT statunitensi e EXOCET francesi. L’ Aviazione (Qatar Emiri Air Forces) conta su 200 uomini e 185 velivoli (18 squadriglie) di aerei da caccia in partnership con la R.A.F. britannica. Gli aerei a sua disposizione sono 24 “Eurofighter Typhon” e 35 Boeing F 15 “Advanced Eagle ” statunitensi, 40 Dassault “Rafale” francesi. Oltre a 35 elicotteri NHNFH italiani Leonardo. La Marina (Qatar Emiri Navy – “Al Bahiriyya al Qatariyya”) consta di 1800 uomini e 80 navi di cui 4 corvette classe “Doha”. Inoltre 4 pattugliatori d’altura classe” Musherib” e”Ares”. Detiene anche 60 pattugliatori costieri classe “Vasper” e “Fairy Marine” e 12 battelli veloci d’attacco classe “Barzan” e “Damsach”.

L’economia ruota intorno al petrolio

L’economia si basa sugli utili che gli provengono dallo sfruttamento degli enormi giacimenti di idrocarburi (petrolio e gas naturale) che si trovano nel suo sottosuolo e lungo le sue coste. E’ fiorente anche la pesca delle perle e il loro lucroso commercio che, nei secoli, ha assicurato il sostentamento della popolazione. Dopo il Campionato mondiale di calcio, prima volta nel Medio Oriente del 2022 – si è avuto un proficuo incremento dell’industria turistica. Molto attiva è l’Agenzia statale “Qatar Doha Turism”). La presenza nel Paese dell’ 85% di aride aree desertiche impedisce ogni proficua attività di agricoltura e di pastorizia. Motivo per cui per le sue necessità alimentari il Qatar dipende quasi completamente dalle importazioni dall’estero.

L’acqua solo desalinizzata

La stessa aridità del terreno e la scarsità di falde acquifere in tutto il territorio hanno dovuto essere superate ( per ottenere la quantità di acqua potabile necessaria alla popolazione) con la costruzione di grandi impianti per la desalinizzazione dell’acqua marina. Due grandiosi impianti (il principale a Umm al Haul e l’altro a Ras Laftan) del “Qatar Environment and Energy Research Institute “ di Ar Rayyah risolsero il problema assicurando la produzione degli oltre 80.000 litri di acqua potabile al giorno richiesti nel 2021 dal Comitato per il Campionato mondiale di calcio per soddisfare gli oltre 3.5 milioni di turisti preventivati presenti alle manifestazioni.

Una potenza economica denominata Qatar Energy

In merito alla produzione degli idrocarburi, il primo sondaggio alla ricerca del petrolio ebbe luogo nel Qatar nel 1926, senza esito positivo. Fu nel 1935 che a Dukham,4 km da Doha, venne trivellato il primo pozzo con fuoruscita di petrolio grezzo. A seguito di un accordo tra l’Emiro Abdullah bin Jassim al Thani e la Anglo Persian Oil britannica le ricerche continuarono in tutto il paese. La Anglo Persian Oil nel 1940 cedette le sue quote alla Petroleum Developement Ltd del Qatar. Nel 1971, al largo della costa qatariota del South Pars/North Dome nel Golfo Persico, venne scoperto il più grande giacimento di gas naturale del mondo. Da quel momento ebbe inizio la fortuna del Qatar.

Nel 1974 venne fondata l’Azienda petrolifera di Stato “Qatar Petroleum” (divenuta “Qatar Energy” nel 2021) che assorbì la Petroleum Developement e giunse a produrre, nel 2020, 46,2 miliardi di m3 di petrolio e 177,2 miliardi di metri cubi di gas naturale (di cui rispettivamente 32 e 123 miliardi destinati all’esportazione).

Il 4° Paese più ricco al mondo

Attualmente gli utili/anno dal commercio di tale quantità di prodotti ammonta a 27.223.200.000 di dollari U.S.A. che fanno il Qatar il 4° Paese più ricco al mondo in rapporto al numero dei suoi abitanti ,che hanno ciascuno un reddito medio/anno di 130.000 dollari netti. Attualmente la “Qatar Energy” opera sullo scacchiere mondiale in concorrenza con le grandi Compagnie internazionali Shell, Exxon, Totale, E.N.I.
Alquanto travagliata è stata la storia del piccolo Paese. Dopo un periodo di dominazione del suo territorio da parte babilonese e persiana ( 680/524 d.C.), il Paese fu occupato dai Seleucidi, dai Sassanidi e, dal 560 a.C. al 750 d.C., dagli Ommayadi musulmani. Seguirono i Califfi Abbassidi (750 /1253), gli Usfuridi ( 1253/1320) e gli Hormuzi /1350/1507) sino alla loro sconfitta ad opera dei coloni portoghesi che erano giunti sulle rive del Qatar all’inizio del XVI secolo.

La decima dinastia della famigia Thani

Nel 1602 coloni britannici e olandesi scacciarono i portoghesi e ne furono a loro volta espulsi nel 1741 dagli Ottomani i quali rimasero nel territorio sino all’ inizio della Prima guerra mondiale. Sotto il loro dominio nel Qatar regnò, come monarchia assoluta, la famiglia al Thani, di cui Thani bin Mohammed al Thamir era divenuto primo Emiro nel 1822. L’odierno Emiro Tamin bin Hamad al Thani è il decimo della dinastia al Thani al potere come Capo dello Stato, e, nel 2020, nominò Primo Ministro anche un altro componente della famiglia, Mohammed bin Abdul Rayman al Thani. Nel 1916 l’Emiro Abdullah bin Jassim al Thani aveva stipulato un Trattato con il Regno Unito in virtù del quale il Qatar ne diveniva un “Protettorato” formula che prevedeva il controllo della sua politica estera da parte del Regno Unito in cambio della protezione politico-militare britannica.

Nel 1981 Qatar entrò a far parte del G.C.C.

Il 1936 fu l’anno dell’inizio della disputa con il Barhein per il possesso delle isole Hawar occupate dal Qatar al largo della sua costa nord occidentale. Tale disputa era motivata dal fatto che le coste delle isole erano con ogni probabilità anch’esse ricche di idrocarburi e pertanto oggetto della cupidigia di entrambi i Paesi. La questione si protrasse sino al 2001, anno in cui la Corte di Giustizia dell’O.N.U., chiamata a dirimerla, attribuì il possesso delle isole al Barhein. Nel 1981 il Qatar entrò a far parte del G.C.C. (Gulf Cooperation Council , Consiglio di Cooperazione fra gli Stati del Golfo Persico) che comprendeva sei Nazioni (Barhein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti) con sede a Riyyad (capitale dell’Arabia Saudita), istituito con l’obbiettivo di isolare l’Iran nei suoi progetti nucleari. La decisione del Consiglio venne supportata dalla creazione dall’Accordo militare “Peninsula Shield Force” firmato dai sei Paesi nel 1984.

I finanziatori di HAMAS?

Dieci anni dopo il Qatar fece parte della coalizione internazionale contro l’Iraq in difesa del Kuwait nella Prima guerra del Golfo. All’inizio degli anni 2000 ebbero inizio le prime fratture nel Consiglio del G.C.C. tra il Qatar e gli altri membri del Consiglio a causa della presa di posizione del Qatar a favore dei gruppi terroristi fondamentalisti dei “Fratelli Musulmani” e di H.A.M.A.S. (“Harakat al-Muqawama al-Islamiyya ) ( Secondo il Fondo Monetario Internazionale il Qatar aveva sostenuto H.A.M.A.S. con 500 milioni di dollari all’anno dal 2000 ).

La regina del petrolio

Il Qatar usci dal Consiglio del Golfo nel 2007 e tale data coincise con un suo avvicinamento politico all’Iran e alla Turchia. Conseguentemente gli altri Stati del Consiglio misero in atto sanzioni economiche e chiusura delle loro frontiere nei confronti del Qatar. La rottura venne composta nel gennaio 2021 a Al -Ula (Arabia Saudita) con la mediazione del Kuwait e un Accordo che portò al rientro del Qatar nel G.C.C. con il ritiro delle sanzioni a suo carico. L’avvenuta ristabilizzazione della situazione politica fra gli Stati del Golfo consente al Qatar di progredire nelle sue attività di “Nazione regina del petrolio”.

Gustavo Ottolenghi

 

 

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