Quali sono gli ingredienti che contribuiscono alla consacrazione di un grande artista, capace di lasciare un segno profondo nella storia dell’arte anche dopo la sua scomparsa? Per Giulio Somalvico, scomparso domenica 31 maggio all’età di 93 anni dopo oltre settant’anni di intensa e prestigiosa attività artistica, questi elementi sembrano essersi riuniti in un momento particolarmente significativo, suggellando il valore di una ricerca che attraversa il secondo Novecento giunge fino ai primi decenni del nuovo secolo.

Anzitutto una mostra di prestigio, ospitata in uno spazio espositivo che negli anni ha accolto importanti personali di grandi maestri. A ciò si aggiunge il dialogo con due protagonisti dell’arte contemporanea quali Antonello Arena e Alessandra Lanese, il sostegno di un critico d’arte di primo piano, la pubblicazione del catalogo da parte di un’autorevole casa editrice specializzata in editoria d’arte, la presenza delle opere dell’artista in collezioni prestigiose e l’attenzione riservata dalla stampa e dai media.

Gli artisti Alessandra Lanese e Antonello Arena

Tutto questo si è concretizzato nella mostra “L’Unione dei Laghi”, la tri-personale che riunisce Giulio Somalvico, Antonello Arena e Alessandra Lanese, inaugurata con grandissimo successo l’11 luglio presso la Sala Pertini di Lesa. L’evento è stato presentato e impreziosito dall’intervento della scrittrice e poetessa Maria Grazia Todesco, che ha presentato racconti e poesie composti appositamente per l’esposizione, creando un intenso dialogo tra arti visive e parola poetica. Il percorso è stato illustrato dal critico d’arte e curatore della mostra Nestar Moreno Tosini, che ha accompagnato il pubblico con competenza e sensibilità nella lettura delle opere e nel significato del confronto tra i tre artisti.

Laura Somalvico artista e curatrice delle opere di Giulio Somalvico e Nestar Moreno Tosini, curatore della mostra e critico d’arte

Promossa dal Comune di Lesa, con il sostegno del sindaco Angelo Luca Bona e dal vicesindaco e assessore alla Cultura Roberto Grignoli, la mostra ha riscosso un notevole successo di pubblico già dalla prima settimana di apertura, confermando il forte interesse suscitato dall’iniziativa.
All’interno del percorso espositivo, Giulio Somalvico è stato presentato dalla sua curatrice Laura Somalvico e dal critico d’arte Nestar Moreno Tosini attraverso un articolato excursus che ripercorre l’intera parabola creativa dell’artista: dalle opere della giovinezza fino ai lavori della piena maturità. Un itinerario capace di restituire la straordinaria coerenza della sua ricerca e l’evoluzione di un linguaggio pittorico sviluppato nell’arco di oltre settant’anni.

Maria Grazia Todesco scrittrice e poetessa

Le opere di Somalvico dialogano armoniosamente con quelle di Antonello Arena, protagonista assoluto dell’arte italiana del secondo Novecento, e con la raffinata ricerca di Alessandra Lanese, artista che dedica il proprio lavoro ai temi della visione, della memoria e del divenire. Le sue tele si muovono lungo territori sospesi tra percezione, trasformazione e ricordo, in un equilibrio elegante tra impulso creativo e costruzione formale.
Antonello Arena fu definito da Pierre Restany, storico teorico del Nouveau Réalisme e, insieme a François Pluchart, tra i maggiori critici francesi della seconda metà del Novecento, «l’artista più innovativo della generazione di mezzo», un riconoscimento che testimonia il ruolo centrale della sua ricerca nel panorama artistico contemporaneo.

L’artista Beppe Frattaroli

“L’Unione dei Laghi” si distingue così non soltanto per la qualità delle opere esposte, ma anche per la forza del dialogo instaurato tra tre personalità artistiche differenti e complementari. Da un lato le tensioni materiche, le combustioni e le rigorose simmetrie che caratterizzano la ricerca dei maestri messinesi Arena e Lanese; dall’altro il lungo percorso creativo di Giulio Somalvico, raccontato attraverso una selezione di opere che attraversano un’intera vita dedicata all’arte. Il risultato è un’esposizione capace di coinvolgere il visitatore in un autentico viaggio tra figurazione e trasfigurazione, memoria e sperimentazione, materia e forma. Un percorso ricco di suggestioni e di molteplici chiavi di lettura che conferma il valore culturale della mostra e rende omaggio a Giulio Somalvico, artista tra i più significativi della pittura italiana tra la fine del Novecento e l’inizio del XXI secolo.“La mostra di Giulio Somalvico mi ha particolarmente affascinato: “Ha dichiarato Beppe Frattaroli, musicista, cantautore e compositore di musiche per il teatro, il cinema e rassegne artistiche e letterarie. Che spiega.l prestigioso progetto e il lavoro che il critico d’arte Nestar Moreno Tosini ha saputo costruire attorno all’artista Somalvico rappresenta un eccellente percorso, capace di valorizzarne l’evoluzione stilistica attraverso una lettura critica attenta e profonda. Tosini ha saputo riconoscere ed esaltare il ruolo significativo nel panorama della pittura italiana contemporanea di Somalvico, un ruolo destinato a diventare sempre più rilevante anche negli anni a venire”.

Deborah Fallini

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