Ho apprezzato come sempre l’intervento di Riccardo Rossotto per l’equilibrio e la documentazione portata. Il principio che non si possono cancellare milioni di elettori eliminando i leader e i partiti che li rappresentano è sacrosanto. Tuttavia, sorge un dilemma: la demagogia e lo strapotere dei media possono portare il popolo su posizioni sgradite alle classi dirigenti che difendono le Costituzioni e le istituzioni. Inoltre, il popolo potrebbe essere manipolato da abili mestatori da cui deve essere difeso.
Questo dilemma produce conflitti di coscienza nei democratici più onesti qual è Rossotto e spero di essere anch’io. Una risposta precisa non c’è e l’onestà intellettuale vuole che si rimanga nel dubbio: la vita e ancor più la politica sono rischiose quando si arriva a discutere di etica e imperativi categorici kantiani.
L’Ariosto faceva dire a Re Torrismondo che “i segreti di Stato al folle volgo ben commessi non sono”. Al poeta rispondeva, dopo tre secoli, Thomas Jefferson sostenendo di non conoscere “depositario migliore del potere che il popolo”. Se crediamo nella democrazia, dobbiamo credere anche nel popolo e cercare in esso la soluzione ai problemi correnti. Le scorciatoie cosiddette istituzionali sono sempre dubbie e nascondono altre manipolazioni. È possibile, anzi probabile, che il governo russo abbia fatto propaganda in Georgia e in Romania. Mi domando però se la si possa considerare allo stesso livello di ingerenza di quella euroatlantica che possiede i maggiori media internazionali, da cui Rossotto ha preso tutte le informazioni riportate, ha collocato basi militari e controlla le classi dirigenti fin da prima della caduta del Comunismo.
Chi accusa di ingerenza la Federazione Russa mi ricorda la favola di Fedro del “superior stabat lupus”. Del lupo che stava a monte, ma accusava l’agnello di sporcargli l’acqua del torrente. Le informazioni che riceviamo sono di parte, molto di parte. Per esempio, l’AfD viene definita un partito neonazista, ma lo stesso direttore di “Die Zeit” – non certo un sostenitore della destra – ha dichiarato che non si può affermare che AfD si collochi fuori dalla Costituzione o che abbia nostalgia del nazismo.
Però subiamo un martellamento costante e l’opinione pubblica internazionale è ormai convinta che all’AfD camminino con il passo dell’oca da mane a sera. È altresì dubbio il fatto che i servizi segreti tedeschi – nelle mani dei partiti di governo, cioè di tutti i partiti da un quarto di secolo – abbiano il diritto di spiare un partito politico. Nixon per molto meno dovette dimettersi! Per non parlare che la CIA fu scoperta a spiare il telefono di Angela Merkel quando era capo del governo! Cos’è più scandaloso? Che abbiano spiato? Mi pare scorretto, ma non scandaloso. Lo scandalo piuttosto sta nell’avere messo a tacere e avere di fatto accettato un’intromissione degli USA nella politica tedesca al più alto livello! La guerra dell’informazione la si combatte con l’informazione e non con la polizia. Almeno nei Paesi democratici.
È di ieri la notizia che i leader di un piccolo (meno di 6000 iscritti) e stupidissimo partito tedesco sono stati arrestati: non è una buona notizia per la democrazia. Ora Rossotto termina citando Paolo Valentino, giornalista del Corriere (non un blogger indipendente) il quale predica a milioni di lettori che: “Putin ha trovato il suo nuovo nemico: l’euro-nazismo”.
Non potremmo noi avere trovato in Putin il nostro nuovo nemico al fine di conservare un potere logoro? Non dimentichiamo la frase che Göring pronunciò a Norimberga: “Ovviamente la gente non vuole la guerra”, ma basta “dir loro che sono sotto attacco e denunciare i pacifisti perché la loro mancanza di patriottismo può che mettere a rischio il Paese. Funziona allo stesso modo in qualunque nazione”.
Corrado Poli
