Le immagini televisive non hanno bisogno di commenti. Non lasciano dubbi. Nella stessa città, Minneapolis, in cui, nel maggio 2020, fu ucciso dalla polizia locale George Floyd, nel giro di pochi giorni, l’ICE, la polizia speciale che dovrebbe occuparsi esclusivamente di immigrati, ha assassinato due cittadini americani, una donna e un uomo, bianchi, non… immigrati. Che cosa sta succedendo negli Stati Uniti?

Quella che doveva essere una polizia destinata a gestire i migranti illecitamente entrati in America è diventata una polizia che reprime qualsiasi forma di opinione diversa rispetto a quella dei trumpiani. Ci sono tre aspetti di questa vergognosa e preoccupante situazione che mi inquietano e mi fanno rabbrividire. In particolare: (i) il ruolo e il potere dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement); (ii) il giustificazionismo di Trump e dell’amministrazione americana; (iii) il silenzio “dell’altra” America e dell’Europa.

Partiamo da questa polizia speciale definita da qualcuno come la nuova Gestapo di Trump. L’ICE è un’Agenzia Federale fondata dopo l’11 settembre 2001 quando l’America scoprì la paura e scelse nel bilanciamento tra sicurezza e libertà, l’irrobustimento della sicurezza. L’ICE è responsabile del controllo delle frontiere e dell’immigrazione. Questa è la sua genesi ma oggi l’ICE non è più un’istituzione di carattere tecnico con una competenza limitata, ma è preposta alla sicurezza nazionale e all’ordine pubblico interno con una garanzia di immunità senza precedenti nei confronti di chiunque: “Amministratori locali o statali – ha affermato testualmente il Consigliere della Casa Bianca Stephen Miller – statali, immigrati, sovversivi sinistrorsi”.

Da quando Trump ha riconquistato la Casa Bianca, il numero degli agenti dell’ICE è passato da 10.000 a 22.000, grazie ad una campagna di reclutamento di “patrioti americani qualificati” da parte del Dipartimento della Sicurezza Interna. Grazie alla Legge One Big Beautiful Bill Act, l’ICE ha ricevuto come budget per il 2026 l’enorme cifra di 30 miliardi di Dollari (l’anno scorso erano 8) per espandere i suoi centri di detenzione. Ne avrà 45 di miliardi nei prossimi 4 anni per le stesse finalità. Lo stipendio base di un agente dell’ICE va da 50 mila a 80 mila dollari l’anno a cui vanno aggiunti l’indennità di servizio, gli straordinari e infine, un bonus annuale di altri 10 mila dollari per i prossimi 4 anni.

Il prof. Carlo Bastasin, autorevole esperto di cose americane, invitato alla trasmissione domenicale di Monica Maggioni, ha testualmente dichiarato: “La mia preoccupazione è che negli ultimi mesi le assunzioni sono aumentate a fronte di una formazione sempre più carente ed inadeguata. Il perimetro operativo dell’ICE non ha ormai limiti a fronte di una formale irresponsabilità per le condotte dei suoi agenti”. L’ICE spaventa la popolazione, terrorizza gli emigrati. Rappresenta il pensiero manicheista e semplificatorio dell’amministrazione Trump: “Tutti gli immigrati sono illegali, tutti gli attivisti sono terroristi!”. E tutti i metodi per stanarli sono validi, aggiungiamo noi.

Sono incoraggiati i raid all’alba, i sequestri di persona in pieno giorno, i trasferimenti in luoghi misteriosi. Si utilizza il gas insieme allo spray al peperoncino. Gli agenti dell’ICE si muovono nell’anonimato, coperti dai passamontagna. Niente numero sull’elmetto, nessun segno di riconoscimento. L’assoluta immunità. Nei commenti della stampa internazionale si cercano dei paragoni con esperienze passate, vissute altrove. Si cita la Dina cilena, organizzazione militare fuori dalla gerarchia istituzionale che rispondeva soltanto e direttamente a Pinochet. Oppure si cita la Securitate rumena, la polizia segreta paramilitare di Ceausescu. La differenza è che l’ICE non è segreta, agisce nelle strade, alla luce del sole. “E’ il braccio di un potere sfrontato che ci mette la faccia senza ipocrisia o compassione”, come ha scritto Gabriele Romagnoli.

La seconda fonte di preoccupazione deriva dal giustificazionismo di Trump e della sua amministrazione che hanno sempre assolto fin dai primi minuti successivi ai due assassini di Minneapolis, i due agenti killer dell’ICE. Il governo federale sostiene che gli agenti abbiano agito per autodifesa vista l’aggressività dimostrata dalle due vittime: le immagini televisive, come detto, ci dimostrano il contrario. “Che lo stesso tipo di narrazione falsa – ha spiegato Antonio Romanucci, un avvocato italo-americano legale delle famiglie di George Floyd e di Renée Goodche il governo ripete ogni volta che ci sono scontri tra civili e agenti federali. Un rigurgito verbale che ha lo scopo di influenzare l’opinione pubblica fin da subito, senza alcun fondamento nei fatti. Il video è molto chiaro ed è per questo che sto per iniziare un’azione civile perché vogliamo essere la voce della ragione e della verità. Non vogliamo ingannare il pubblico con narrazioni false o fatti inesistenti”.

Il terzo motivo di preoccupazione deriva dall’ignavia o dalla distrazione di quegli “altri americani” che i sondaggi ci dicono essere in aumento, che sono contrari alla politica del Presidente Trump. Lo slogan “aboliamo l’ICE” raccoglie tiepidi consensi tra i democratici, chi la paragona alla Gestapo è considerato un visionario; la maggior parte resta favorevole alle deportazioni, anche se molti sono “perplessi” riguardo ai metodi usati. Tra gli ispanici che hanno votato il candidato repubblicano, si pensa per l’elezione di mid-term non tanto ad una svolta quanto ad una astensione. Questa è un’altra immagine drammatica, se pensiamo a quello che era l’American Dream a cui siamo stati educati.

Questa non è, purtroppo, la sceneggiatura del film di Alex Garland uscito nel 2024 e intitolato “Civil War”. È la realtà! Per quanto sbalorditiva, è la fotografia di quello che sta accadendo in questi giorni negli Stati Uniti. Noi europei abbiamo una grande opportunità: dire la verità, denunciare lo scandalo di questa situazione, smetterla di chiamarla semplicemente “necessità di sicurezza”.

Anche perché, come ci ricorda Ernesto Galli della Loggia, nessuno potrà mai cancellare i disastri che sta mettendo in atto dolosamente Donald Trump, ma il mondo non sarà più lo stesso. Ebbene, non bisogna dimenticare che i presidenti e i governi passano e i popoli restano. “E con loro resta la storia”, ha scritto Galli della Loggia. “Nel corso dei secoli la storia ha visto la nascita di una cosa chiamata Occidente, costituita dall’intera America e dall’Europa. Ebbene, se l’Occidente si divide, con ogni probabilità l’Europa è perduta, certo: ma dal canto loro gli Stati Uniti perdono tutto il nostro continente, perdono il Mediterraneo, Suez, Gibilterra, il Baltico e una intera sponda dell’Atlantico. E insieme perdono le loro radici e un pezzo della loro anima”.

Riccardo Rossotto

Riccardo Rossotto

"Per chi non mi conoscesse, sono un "animale italiano", avvocato, ex giornalista, appassionato di storia e soprattutto curioso del mondo". Riccardo Rossotto è il presidente dell'Editrice L'Incontro srl

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