Dal 7 al 21 maggio, presso lo Spazio N3 di Palazzo Lombardia a Milano, il “Ricoh Urban Art Contest” 2026 ha trasformato la Street Art in uno strumento di dialogo tra arte, sostenibilità e spazio urbano. Promosso da Ricoh Italia in collaborazione con Regione Lombardia, con il patrocinio del Municipio 8 del Comune di Milano e con la direzione artistica di Art Relation di Milo Goj, il progetto conferma la volontà dell’azienda di andare oltre la semplice dimensione commerciale, utilizzando l’arte come mezzo concreto per creare un legame con il territorio e generare un impatto culturale e sociale sulla collettività.

Dopo la prima edizione dedicata alla “Diversity & Inclusion”, il contest è tornato quest’anno con il tema “Environment”, secondo capitolo di un percorso triennale ispirato ai principi ESG (Environmental, Social e Governance), i tre pilastri che oggi guidano le strategie aziendali orientate alla sostenibilità ambientale, alla responsabilità sociale e a una gestione etica e consapevole dell’impresa.

Per l’edizione 2026 sono stati selezionati diciannove giovani artisti provenienti da tutta Italia, chiamati a realizzare il bozzetto di un murale dedicato al rapporto tra uomo, natura e sostenibilità, con piena libertà interpretativa sul tema. L’obiettivo del contest era quello di utilizzare il linguaggio immediato della Street Art come strumento di sensibilizzazione collettiva, valorizzazione del territorio e concreta riqualificazione urbana.

A vincere è stato Alessandro Virdis con l’opera “Terra Noa”, un lavoro che racconta un pianeta fondato sull’equilibrio tra esseri umani, ambiente e mondo naturale, destinato a diventare un murale permanente nel Municipio 8 di Milano. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Valentina Magi, Direttrice Marketing di Ricoh Italia.

Ricoh porta avanti da anni un dialogo molto forte con il mondo dell’arte. Da dove nasce questo legame e in che modo il “Ricoh Urban Art Contest” rappresenta qualcosa che va oltre una semplice operazione commerciale?

ll legame tra Ricoh e il mondo dell’arte fa parte della storia stessa dell’azienda. Prima dell’attuale Urban Art Contest esisteva già il “Premio Ricoh per giovani artisti contemporanei” che per oltre dieci anni ha valorizzato pittura, fotografia, scultura e installazioni, sostenendo giovani talenti provenienti da tutta Italia. Arte, immagine, colore e creatività fanno parte da sempre dell’identità di Ricoh e si riflettono anche nel payoff dell’azienda, “Imagine. Change.”, che richiama l’idea di innovazione, trasformazione e visione del futuro.

Oggi questo percorso si è evoluto attraverso la Street Art, un linguaggio più diretto e contemporaneo che ci permette di dialogare non solo con il mondo artistico, ma con l’intera collettività. L’obiettivo è andare oltre la semplice sponsorizzazione commerciale, utilizzando l’arte come strumento concreto di responsabilità sociale, valorizzazione del territorio e trasformazione dello spazio urbano.

Dopo aver affrontato il tema della “Diversity & Inclusion” nella prima edizione, quest’anno il contest si è concentrato sulla sostenibilità ambientale. Come nasce la scelta di dedicare il “Ricoh Urban Art Contest” 2026 al tema “Environment”?

Il progetto nasce fin dall’inizio come un percorso triennale ispirato ai principi ESG. Dopo una prima edizione dedicata alla dimensione sociale, attraverso il tema della “Diversity & Inclusion”, quest’anno abbiamo scelto di focalizzarci sull’“Environment”, un tema per noi particolarmente importante.

Ricoh è infatti impegnata quotidianamente sul fronte della sostenibilità ambientale, sia come azienda manifatturiera sia come realtà che opera concretamente sul territorio. Lavoriamo da anni per limitare l’impatto ambientale delle nostre attività, investendo nella riduzione delle emissioni, nell’efficienza energetica e nella neutralizzazione della carbon footprint. Allo stesso tempo, sviluppiamo soluzioni e servizi che supportano i nostri clienti nei loro percorsi di sostenibilità, aiutandoli a ottimizzare l’utilizzo delle risorse e a diminuire i consumi.

Attraverso il “Ricoh Urban Art Contest” abbiamo voluto rendere questi valori visibili e accessibili attraverso il linguaggio universale dell’arte. L’inclusione e la sostenibilità che vogliamo rappresentare sono aperte, concrete e rivolte alla collettività.

Ricoh ha alle spalle una lunga tradizione di premi artistici: considerando che il format precedente è andato avanti per più di un decennio, qual è la strategia futura per questo nuovo formulario legato alla Street Art?

Il “Ricoh Urban Art Contest” rappresenta per noi un’evoluzione naturale di un percorso artistico iniziato molti anni fa. Dopo aver lavorato a lungo con linguaggi più tradizionali come pittura, fotografia, scultura e installazione, abbiamo sentito l’esigenza di confrontarci con una forma espressiva più contemporanea e vicina alla collettività come la Street Art.

Le prime due edizioni ci hanno confermato quanto questo linguaggio sia capace di creare un dialogo diretto con il territorio e con le persone. Il progetto proseguirà anche nel 2027 con il terzo capitolo dedicato alla “Governance”, completando così il percorso ispirato ai principi ESG. A breve uscirà infatti il nuovo bando che affronterà un tema per noi particolarmente stimolante e anche più complesso da rappresentare visivamente rispetto a quelli affrontati finora.

Abbiamo scelto quindi di interpretare la “Governance” non soltanto come insiem e di regole aziendali, ma come un concetto legato alla collettività, alla responsabilità condivisa e alla capacità di creare comunità sane, inclusive e capaci di prosperare senza lasciare indietro nessuno.

 

Chi è il vincitore di questa edizione e quale messaggio vuole trasmettere at traverso la sua opera?

Il vincitore dell’edizione 2026 è Alessandro Virdis con l’opera “Terra Noa”, un lavoro che immagina un pianeta fondato sull’equilibrio tra esseri umani, natura e ambiente. Attraverso elementi colorati e interconnessi, l’artista ha voluto rappresentare un’idea di armonia e convivenza responsabile, lanciando un messaggio semplice ma molto attuale: anche i piccoli gesti quotidiani possono contribuire concretamente alla tutela del pianeta.

 

Quale destino attende l’opera vincitrice di Alessandro Virdis e come si collegherà agli interventi degli anni passati?

Come accaduto per il murale realizzato nella precedente edizione, anche “Terra Noa” verrà trasformata in un’opera urbana permanente nel Municipio 8 di Milano, precisamente in via della Pecetta. Il progetto nasce infatti come un percorso triennale: il Comune di Milano ha messo a disposizione tre spazi, riqualificati da Ricoh Italia, che ospitano i murales dedicati ai temi ESG affrontati dal contest, creando così un dialogo continuo tra arte, territorio e collettività.

 

In che modo la collaborazione tra istituzioni pubbliche, come Regione Lombardia e Comune di Milano, e una digital services company come Ricoh rafforza il valore sociale del progetto?

Si tratta di due visioni complementari. Da una parte Regione Lombardia e il Comune di Milano permettono di creare un dialogo concreto tra impresa, istituzioni e territorio, mettendo a disposizione competenze, spazi e una conoscenza diretta delle esigenze della collettività. Dall’altra Ricoh, come azienda, vuole rappresentare un esempio virtuoso di responsabilità sociale, diventando un soggetto attivo all’interno della comunità e contribuendo concretamente alla valorizzazione del tessuto urbano.

L’obiettivo comune è quello di utilizzare l’arte come strumento capace di generare un impatto reale sulla collettività, sostenendo giovani artisti e contribuendo alla riqualificazione e alla valorizzazione dello spazio pubblico attraverso un linguaggio immediato e accessibile come quello della Street Art.

 

Martina De Tiberis

Martina De Tiberis

Laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Ferrara con il massimo dei voti. Nel 2021 ha intrapreso il percorso per diventare giornalista pubblicista,...

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