In occasione dei cento anni dalla morte di Piero Gobetti, a Parigi, il 16 febbraio 1926, Pietro Polito, direttore da molti anni del Centro Studi Gobetti di Torino, ha ritenuto di dover riproporre ai lettori alcuni testi originali degli scritti di questo straordinario intellettuale. Gobetti, seppur giovanissimo, aveva già alle spalle una luminosa carriera come giornalista, editore ed organizzatore dei “Gruppi della Rivoluzione Liberale”, cioè di coloro che per primi, in Italia, compresero la pericolosa deriva del nostro paese verso la dittatura.
Ed infatti egli, immediatamente prima e dopo la morte di Matteotti, avvenuta nel giugno 1924, oltre a farsi promotore dell’organizzazione dei “Gruppi della Rivoluzione Liberale”, costituiti nel luglio del 1924, con sedi in numerose città, scrisse e pubblicò alcuni dei più importanti testi di riferimento della cultura politica italiana: Democrazia (su “Rivoluzione Liberale” il 13 maggio 1923), Illuminismo (su “Il Baretti” il 23 dicembre 1924); Guerra e Pace (sul giornale “L’Ora” di Palermo il 5 gennaio 1925); Il nostro protestantesimo (su “Rivoluzione Liberale” il 17 maggio 1925) ; Difesa storica della proporzionale (su “Rivoluzione Liberale” l’1 febbraio 1925) e, infine, Lettera a Parigi (sempre su “Rivoluzione Liberale” il 18 ottobre 1925).
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A cura di Pietro Polito
Ed. Einaudi
Questi brevi testi, ora pubblicati integralmente e commentati da Polito in un suo denso saggio, dal significativo titolo “Gobetti e la democrazia”, a cui fa seguito una breve biografia ed una bibliografia, costituiscono, secondo Polito, “un manifesto programmatico per il futuro dell’Italia in un contesto europeo”. Se si pensa all’attualità di questo messaggio vi è da rimanere addirittura sconcertati. Ancor di più se, scorrendo le pagine finali del saggio di Polito, si considera, anche qui anticipando ciò che accadrà solo nel 1946, come emerga dagli scritti di Gobetti “una condanna preventiva della Monarchia e una scelta chiara e definitiva per la Repubblica”.
Anche se non erano ancora avvenuti i fatti che, anni dopo, dimostreranno l’assoluta incapacità della monarchia e di Casa Savoia di evitare la deriva colonialista, le leggi razziali e, soprattutto, l’ingresso in guerra, coinvolgendo il nostro Paese nella più nefasta delle avventure del ‘900, la superiorità della democrazia parlamentare rispetto alla monarchia era già dichiarata a chiare lettere da Gobetti. Si notino ancora le parole forti con le quali egli aveva già criticato i partiti dell’epoca che non si erano rinnovati nel tempo e che ora erano sotto attacco da parte di coloro che sostenevano che “il regime rappresentativo non ha più il favore popolare. Ma che cosa volete sostituirgli? La teocrazia?”.
Messaggio più attuale di questo, anche ai nostri tempi, non vi può essere. Certo la democrazia è faticosa, più lenta nelle decisioni, ma chi aveva già allora, ancor prima che Mussolini diventasse il dittatore che fu dal 1925 in poi, fatto appello agli spiriti migliori affinché fosse contrastato ciò che poi purtroppo avvenne, fu, tra i pochi, proprio Gobetti. Ancora una volta illuminanti ed attuali le parole di allora, che invitavano tutti i cittadini a partecipare alle elezioni.
“Il voto è una premessa, una pregiudiziale necessaria della personalità: è una condizione oggettiva da cui ogni considerazione di bene o di male viene esclusa. Non si tratta di diritto al voto: votando si compie una funzione che vorrei dire fisiologica: si potrà poi discorrere dei risultati, ma in nessun modo mettere in discussione gli antecedenti necessari”. Ed ancora, in modo chiarissimo: anche “votar male per il fatto stesso che si vota (si pensa) è già un bene. Il voto… è veramente l’atto fisico di nascita della persona politica”.
Se ne è avuta una riprova in occasione del recente “referendum” costituzionale: al di là delle rispettive posizioni la stessa elevata partecipazione popolare e soprattutto dei giovani è innegabilmente una dichiarazione di fiducia nella democrazia. Una lettura stimolante, che ci porta a riflettere sul nostro Paese di ieri, oggi e domani.
Alessandro Re
